“Curioso, meticoloso e sperimentatore per natura, negli anni ha sviluppato una visione quasi tecnica e scientifica dei processi evolutivi del Balsamico…”
Gilberto, figlio primogenito di Eugenio “il Fondatore” e pronipote della Nonna Maria, la cui dote di barili del 1849 rappresenta ancora oggi il cuore pulsante dell’Acetaia, accompagna l’identità di Acetaia del Cristo con lo sguardo di chi conosce ogni botte, ogni passaggio e guida ogni scelta.
Segue direttamente le delicate operazioni di produzione: dalla cura del vigneto biologico alla vendemmia, dalla cottura dei mosti fino ai prelievi, travasi e rincalzi.
Probabilmente il più tecnico e analitico del manipolo, osserva e sperimenta continuamente per comprendere e agevolare quanto la natura costruisca negli anni all’interno del Balsamico.
Suo il motto che accompagna l’Acetaia:
“L’Aceto Balsamico NON si fabbrica, NON si fa.
Lo si cresce come un figlio, dandogli tutte le opportunità e accompagnandone quotidianamente lo sviluppo nella propria personalità.”
“Cresciuto tra botti, travasi e cottura dei mosti, rappresenta quell’approccio concreto che in Acetaia vale più di mille teorie.”
Daniele, nipote di “Lores”, primo mentore di Eugenio, e figlio di Otello Bonfatti, storico braccio destro del Fondatore, rappresenta la continuità operativa più concreta dell’Acetaia.
Insieme a Gilberto segue le fasi più silenziose e decisive del lavoro balsamico: quelle che, senza rumore, crescono il futuro la qualità dell’Aceto.
Le botti, del resto, non amano gli improvvisatori.
Chiedono pazienza, memoria, sensibilità e misura.
“L’esperienza del rapporto con clienti e mercati internazionali si tramuta nel coinvolgente racconto delle complessità balsamiche.”
Laura, moglie di Gilberto, con il suo sorriso smagliante rappresenta il volto dell’ospitalità e dell’organizzazione.
È la figura che trasforma una visita, un dono o una richiesta personalizzata in un’esperienza precisa, elegante e profondamente umana.
Coordina marketing, relazioni e presenza internazionale dell’Acetaia, seguendo fiere, contatti e attività commerciali con quella delicatezza e quell’estro necessari a promuovere un prodotto che vive tanto di emozione quanto di sostanza.
Perché il Balsamico è fatto anche di relazioni.
Senza quelle… perde gocce… d’anima!
“Precisione e capacità comunicativa convivono quotidianamente tra ufficio, accoglienza e visite guidate.”
Elisa segue le pratiche burocratiche e amministrative dell’Acetaia, ma soprattutto accoglie e accompagna quotidianamente gli ospiti alla scoperta dei sottotetti balsamici.
Tra botti, vaselli antichi, scaffali e corridoi carichi di profumi, descrive e racconta tutte le fasi di produzione, maturazione e invecchiamento dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, trasformando la visita in un’esperienza concreta e immersiva, coronata dulcis in fundo dall’assaggio guidato in purezza.
“Custode silenziosa del tempio”
Nadia vive l’Acetaia con la cura di chi la considera casa propria.
Anzi, la vive proprio.
È la prima ad aprire i cancelli al nuovo giorno, assicurandosi che ogni dettaglio sia perfettamente al proprio posto, senza che nemmeno un granello di polvere sfugga al controllo. Ed è spesso anche quella che spegne l’ultima lucina quando si fa notte.
Con precisione maniacale segue l’etichettatura, la preparazione e il confezionamento degli ordini, dando forma finale a quel lungo viaggio iniziato anni prima dentro una botte.
Giovane e agronomo, Riccardo rappresenta la nuova forza dell’Acetaia.
Affianca quotidianamente Gilberto e Daniele nella gestione del vigneto biologico, seguendo ogni germoglio, ogni tralcio e ogni sviluppo vegetativo con attenzione tecnica e sensibilità.
E quando non è impegnato nel vigneto, il suo supporto sale nei sottotetti per aiutare anche nella gestione e manutenzione delle oltre 2.000 botti.
Perché il grande Balsamico nasce molto prima della botte.
Nasce nel vigneto, grappolo su grappolo, chicco su chicco.